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Chiesa di S. Pancrazio

Gioielli d’Arte

Chiesa di S. Pancrazio

Della chiesa di San Pancrazio non si hanno dati certi.
Si ritiene possa essere di costituzione basiliana, relazionando il suo titolo all'apostolo di Pietro, inviato ad evangelizzare la Sicilia, che fu martirizzato a Taormina, città della quale ne divenne Vescovo.
Il culto di questo Santo fu presumibilmente portato in questo luogo intorno all’anno 878 quando vi si insediarono i monaci bizantini in fuga dall'isola occupata dagli Arabi.

La prima notizia risale all'anno 1594, quando Sambiase aveva la sua chiesa parrocchiale intitolata a San Pancrazio.

L’edificio originariamente era di modeste dimensioni con una sola navata e fu danneggiato dal terremoto del 1638.

Fu riedificato nel 1735 per opera di alcuni filantropi sambiasini che si impegnarono nella costruzione di una nuova chiesa a tre navate e di ampia dimensione.
I lavori però vennero interrotti e lo spazio per le funzioni sacre fu l'angusta ala destra.

Dal 1668 –anno della sua fondazione- operò nella chiesa di San Pancrazio una "Comunìa Ricettizia Innumerata", così chiamata perché poteva accogliere un numero indefinito di sacerdoti purché nati e battezzati nella terra di Sambiase.
Questa Comunìa, denominata "SS. Corpo e Sangue di Cristo", possedeva un regolamento composto da venti articoli, che definivano i diritti e i doveri di tutti i componenti.

Quando sopraggiunse il terremoto del 1783 l'edificio si trovava ancora incompleto, per cui si rese necessario il concorso della Cassa Sacra per far fronte alle spese necessarie all'ultimazione dei lavori e al riparo dei danni causati dal sisma.

La chiesa ha una facciata sobria sulla quale si innestano elementi decorativi provenienti dalla cultura neoclassica. Un aggettante ed elaborato cornicione la divide in due ordini: quello inferiore, scandito da quattro lesene con capitello, al di sopra delle quali corre un architrave con fregio decorato; l'ordine superiore, sviluppato soltanto in corrispondenza della navata centrale, è scandito da due lesene agli angoli, al di sopra delle quali vi è il timpano e sono posizionati due vasi ornamentali con coperchio in ceramica di colore nero. La facciata presenta tre ingressi in corrispondenza delle navate interne.

Il sacrato ha una scalinata a gradini semicircolari scenografici che si collegano con il centro urbano.

La pianta è longitudinale a tre navate con presbiterio a pianta rettangolare.
All'interno la navata centrale presenta una volta a botte, mentre le navate laterali sono scandite da volte a crociera.

Nella facciata sono presenti gli ingressi, il principale e i due secondari, nella prima campata della navata di destra vi è una porta laterale, mentre nella quinta l'ingresso alla sacrestia.
All'essenziale facciata si contrappone un interno finemente decorato con lesene, capitelli, cornici, cornicioni, ornamenti e riquadri in stucco di pregevole fattura di gusto settecentesco.

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