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Chiesa di San Teodoro

Quartieri Preziosi

Chiesa di San Teodoro

Il rione di S. Teodoro è il più antico agglomerato urbano di Nicastro.

Zona già fortemente frequentata per la sua fertilità grazie alla presenza di corsi d’acqua (Canne e Niola), ebbe maggiore sviluppo con la costruzione del castello, iniziato dai Normanni durante la seconda metà del XI sec. Nel 1240 infatti, Federico II riscattò il castello dai Benedettini di S. Eufemia e lo ampliò rendendolo più sicuro da eventuali assalti nemici.

All’estensione del quartiere contribuì anche la costruzione delle chiese, che gli abitanti edificavano, oltre che per motivi religiosi, per seppellire i loro morti, secondo l’usanza dell’epoca.
Sorsero così la Veterana (sec. XIII), S. Marco ( sec. XIV), S. Salvatore ( sec. XV) e la chiesa parrocchiale (XVII).

Nei secoli XIII e XIV il rione Casale Nuovo trasse nome da una cappella posta all'interno del castello e dedicata a S. Nicola di Casale Nuovo, eretta nel 1150. Quando fu istituita la parrocchia, presumibilmente nel sec. XIV, bisognò trovare un Santo titolare e fu scelto S. Teodoro.

Dopo il terremoto del 1638 che distrusse le case e rovinò gli edifici sacri, si sentì il bisogno di avviare la costruzione della chiesa parrocchiale di S. Teodoro che iniziò verso il 1640.
I fedeli collaborarono alla realizzazione che inizialmente riguardò la navata centrale e quella laterale sinistra, anche se quest’ultima fu rifinita successivamente.
Le arcate che immettono nella navata destra furono murate poiché non era necessario altro spazio.

Nel 1833 furono avviati i lavori di completamento con la costruzione della navata destra (che fu completata nel 1840) e del campanile, che fu dotato di tre campane e di un orologio di legno all’italiana. Per l’ampliamento dell’edificio e l’edificazione del campanile fu utilizzato materiale del castello.

La chiesa di S. Teodoro ha pianta longitudinale a tre navate con presbiterio semicircolare, è dotata di un locale sacrestia, di cripta e campanile a pianta quadrata.
La navata centrale si presenta con volta a botte decorata con stucchi fatti a mano che disegnano rosoni ottagonali. Le navate laterali sono coperte da volte a crociera.
Tra la navata centrale e il presbiterio vi è l'arco trionfale, sostenuto da due colonne ioniche.

L'altare maggiore, policromo, risale al 1816.

La navata centrale viene illuminata da 4 finestre che generano lunette sulla volta.

La facciata principale riporta la configurazione interna a tre navate con un portoncino d'ingresso sulla navata laterale sinistra e uno in corrispondenza della navata centrale.
Al di sotto della navata destra è collocata la cripta dalla quale si accede attraverso una porta esterna alla chiesa.

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