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Cunicella

Tesori Storici

Cunicella

All’interno dell’ampio cortile dell’Edificio Scolastico Maggiore Perri, proprio al centro di Nicastro, troviamo pressoché intatta una perla di storia, tradizione e culto religioso.

Custodita da un recinto circolare, si trova quella che la popolazione conosce comunemente come "Cunicella".
Si tratta di una nicchia di piccole dimensioni che racchiude un affresco raffigurante la Madonna Assunta tra Padre, Figlio e Spirito Santo, risalente con tutta probabilità alla seconda metà del 1600.
Al dipinto –di autore ignoto- sembra siano legati alcuni eventi miracolosi, non rintracciabili all’interno di documentazione scritta, ma trasmessi verbalmente dalla tradizione popolare.

Sembra che la cunicella sia l’unica traccia dell’antica Cattedrale normanna costruita sui resti di una Cattedrale bizantina intorno al 1100 per volontà della Principessa Eremburga, nipote di Roberto il Guiscardo, e dedicata alla Madonna Assunta.
La tradizione vuole che nel suo soggiorno a Nicastro nel 1121 Papa Callisto II abbia consacrato questa grande cattedrale, la cui estensione pare arrivasse sino all’attuale cinema Capitol, dove alcuni anni addietro sono stati rinvenuti resti di tumuli sepolcrali (era usanza comune per l’epoca seppellire i cadaveri all’interno degli edifici sacri).

L’enorme costruzione pare possedesse un seminario attiguo e un corpo sottostante –sede della confraternita di San Pietro in Vinculis- esteso sino all’attuale Chiesa del Crocifisso.

Purtroppo non si hanno notizie relative all’interno dell’edificio, ad eccezione di quelli che la popolazione conosceva come "li casalini di Santa Limburga", ovvero i resti del sepolcro della Principessa Eremburga, sepolta proprio nella cattedrale che aveva fatto erigere.

Il tremendo sisma del 1638 distrusse la costruzione e l’unico bene tratto in salvo fu il Crocifisso, oggi collocato nell’omonima cappella all’interno dell’attuale Cattedrale, e protagonista di una storia affascinante.
Sembra che il Crocifisso fosse rimasto coperto da strati di macerie a seguito del terremoto.
Una notte, la Sua Immagine sarebbe apparsa in sogno al vescovo Perrone, il quale la mattina seguente incaricò diversi operai di scavare nei detriti.
Il sacro manufatto fu ritrovato illeso e, dopo una solenne processione per le vie della città, venne trasferito nella nuova Cattedrale, posto in una cappella in porfido verde appositamente realizzata.

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