Chiese Lametine

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Maria SS.ma delle Grazie

Quartieri Preziosi

Maria SS.ma delle Grazie

La chiesa di S. Maria delle Grazie a Zangarona fu fondata nel XV secolo da profughi albanesi, che inizialmente la dedicarono a "San Nicola" nel rito greco.

Nel 1601 gli abitanti passarono dal rito greco a quello latino e nel 1616, fu edificata un'altra chiesa sotto il titolo di "S. Maria delle Grazie", con il contributo di ogni paesano.
Il nuovo edificio era molto più grande e, oltre all'altare maggiore dedicato a S. Maria delle Grazie, vi erano altri quattro altari dedicati al SS. Sacramento, al Santo Rosario, all'Addolorata e alle Anime del purgatorio.

L'altare maggiore fu costruito con marmo nero trovato in una cava vicino a Zangarona.

Il campanile in origine era più alto e terminava con una copertura a punta.
Vi erano quattro campane, la prima fu acquistata per l'orologio mentre le altre servivano per la chiesa. La maggiore fu denominata " S. Maria delle Grazie", la seconda "S. Barbara" e la terza "S. Nicola".

Con il terremoto del 1638 cadde la punta del campanile con l'orologio e la campana più grande.

La chiesa presenta una pianta longitudinale a due navate, con area presbiteriale a pianta quadrata, sovrastata da catino semicircolare. La copertura è in legno a vista con capriate nella navata principale, piano nella navata laterale.
Le due navate sono collegate da quattro archi a tutto sesto e da lesene che si uniscono al cornicione sovrastante. Al di sopra di questo, sono collocate le finestre che illuminano l'aula.

La facciata principale è caratterizzata da una coppia di lesene al di sopra delle quali vi è il fregio che fa da base al timpano terminale.
Al centro emerge il portale in pietra dell'ingresso principale, centinato, con putti agli angoli.
A destra è presente il corpo della navata laterale, con un secondo ingresso, che termina con copertura piana e balaustra.

La prima navata, la più grande, è dedicata alla Madonna delle Grazie, con la statua marmorea della Madonna nella nicchia di marmo nero trovato nei pressi del paese, la grande statua lignea della Madonna portata in processione per le strade del quartiere, la statua raffigurante San Giuseppe, due copie di tele settecentesche ("Gesù Bambino con i Santi Anna e Gioacchino" e "Madonna del Rosario e misteri") entrambe di anonimo artista calabrese, la teca con l'antica statua dell'Addolorata.

La seconda navata, più piccola, è dedicata al Santissimo Sacramento. Oltre alla statua del Sacro Cuore di Gesù, c'è quella della Madonna Immacolata in cartapesta del '700 proveniente dalla Puglia e quella di Gesù sulla croce. Sempre nella navata è posto un quadro della Madonna di Dipodi, donato nel 2017 dal rettore del Santuario.

L'unica tela originale ancora conservata è quella della Madonna del Carmine con le Anime del Purgatorio risalente all'Ottocento: la Madonna, con Gesù bambino in braccio e lo scapolare in mano, si trova su una nuvola. Sotto di Lei si trovano: il papa dell'epoca, San Michele che uccide il demonio e le anime del Purgatorio.

La statua di maggior pregio è quella della Madonna delle Grazie risalente al 1614, scolpita in marmo di Carrara probabilmente a Catania, facente parte della scuola di Antonello Gagini. È raffigurata in piedi, col bambino in braccio, mentre mostra i seni, simbolo col quale Lei "nutre" la Chiesa con la Parola di Dio.
La mano sinistra che tiene in braccio Gesù ha tre dita aperte –che simboleggiano la Santissima Trinità- e due chiuse. Sull'indice ha un anello, per indicare che porta in braccio la seconda persona della Trinità, ovvero il Figlio Gesù Cristo.

Una leggenda narra che la statua fu trovata in mare o sulle piante rigogliose di fichi d'India del paese, e venne portata nella chiesa a quel tempo dedicata a San Nicola. Tuttavia, per diverse notti la scultura fu ritrovata in un altro posto, sempre lo stesso, il luogo dove ora sorge la chiesa.

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